Storia e uso della mascherina in Giappone.

Durante a Pandemia di Covid-19 le mascherine sono diventate d’improvviso un oggetto ricercato in tutto il mondo e al centro di molte conversazioni. Sono quindi passate da fenomeno culturale tipico dei paesi asiatici e in particolare del Giappone a fenomeno globale.  

Vediamo quindi un po’ di storia e di aspetti interessanti dell’usanza di indossare una mascherina in Giappone. Utili per comprendere il fenomeno (e prendervi parte) se siete in Partenza per Tokyo o Kyoto, ma anche come approfondimento culturale.

Le origini: epidemie e disastri.

Scolaresche giapponesi con la mascherina

Studentesse giapponesi a inizio 1920 .Bettmann/Getty Images da NY TIMES.

 

L’inizio della diffusione di massa dell’uso di dispositivi di protezione pare risalire ai tempi della pandemia di influenza spagnola del 1918 (in Giappone inizialmente chiamata “Sumo flu” in quanto i primi casi riguardaromno una delegazionedi loattori Sumo imn rientro da Taiwan) che uccise nel mondo decine di milioni di persone, di cui molti anche in Asia (in Giappone si stima ci furono 23 milioni di casi e 390.000 decessi, dati WIKIPEDIA). Con l’epidemia la gente cercava di coprirsi con sciarpe o qualunque cosa per provare ad evitare il contagio e in Giappone si iniziò ad indossare le mascherine chirurgiche.

 

Locandina informativa sull’influenza del governo giapponese nel 1918.

Un successivo evento drammatico, pochi anni dopo, il grande terremoto (Great Kanto Earthquake) del 1923 provocò l’incendio di 600.000 abitazioni nella grande Tokyo e Yokohama e riempì l’aria di ceneri per mesi. Divenne una vista comune quella delle persone con la mascherina.

Con la successiva pandemia influenzale del 1934 in Giappone, specialmente nei mesi invernali, l’uso della mascherina divenne ormai comune, rinforzato anche dalla “cortesia sociale” giapponese secondo la quale ci si astiene dal tossire o starnutire in presenza e più ancora in prossimità di altri.

 

La mascherina contro inquinamento e allergia.

Watanabe Hitomi, Zengakuren protest, 1968–9. Photo Courtesy Ogumi Eiji’s

 

La storia della mascherina in Giappone si arricchisce di un nuovo capitolo negli ani del dopo Seconda Guerra Mondiale. La rapida industrializzazione negli anni del boom economico porta con sé anche un forte inquinamento tra i cui effetti ce ne furono anche di indiretti quali la proliferazione del cedro giapponese, ricco di pollini. La mascherina divenne quindi usata in autunno come in primavera e, per chi soffre di allergia tutto l’anno.

L’evoluzione di design e tecnologica delle mascherine con i modelli “3D”, esteticamente più gradevoli e più confortevoli, con varianti per chi ha gli occhiali hanno consolidato il boom delle mascherine (si stima oggi i giapponesi spendano 230 milioni di dollari l’anno in mascherine facciali).

Doraemon Gonoturn Face Mask

 

La mascherina come distanziatore sociale.

La grande adozione ha provocato uno sdoganamento con usi della mascherina facciale edonistici o sociali e non sanitari.

https://www.flickr.com/photos/stuckincustoms/5557569365

 

I motivi possono essere i più svariati: coprire imperfezioni o brufoli, non esporsi senza trucco o al contrario non voler apparire o farsi notare (nella metropolitana di Tokyo esistono ancora carrozze dedicate alle donne per le ore di punta per evitare molestie e palpeggiamenti) se si è donne, o magari solo per insicurezza se si è adolescenti. Un po’ come quando ci si “rifugia” sotto le coperte. In alcuni casi è indossata anche per ridurre i cattivi odori ambientali (es: auto o luoghi fumosi) e alcuni stranieri residenti a Tokyo sentono di fare “blend in” girando con la mascherina e in qualche modo non passare per turisti o stranieri.

E chi ha gli occhiali?

Le persone che portano occhiali da vista (e anche da sole) lamentano un subitaneo e costante appannamento. Ci sono mascherine dotrate di fil di ferro plasmabile sul dorso del naso che fanno “sfiatare” la mascherina lateralmente evitando lo spiacevole appannemento, ma sono rare. La polizia metropèolitana di Tokyo ha rilasciato un semplice consiglio (fateci sapere se funziona…) in base al quale basterebbe fare una piega sul lato superiore o attaccarci un risvolto interno.

La cosa è spiegata con chiarezza in questo video.

 

 

La mascherina per chi è malato.

L’uso principale, tutt’oggi, comunque della mascherina in Giappone è quello sanitario. Attenzione però, la si usa (come fanno i chirurghi e come si dovrebbe) quando si è malati non quando si è sani, anche se abbiamo visto che in certi momenti la si indossa anche a fini protettivi, seppur da verificare. La cultura profondamente collettivista giapponese, il rispetto per il prossimo e la società, il concetto che la salute del Paese viene prima e in qualche modo coincide anche con la propria fanno sì che un giapponese raffreddato senta l’automatismo di indossare la mascherina per non diffondere la malattia. Esattamente come raccomanda l’OMS in caso di crisi epidemica. Forse è anche per questo che durante l’epidemia di Covid-19 i numeri del Giappone erano particolarmente bassi?

 

 

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